lunedì 18 settembre 2017

Pudin Flan di G,de Biasio


Oggi offro nuovamente ospitalità a un gastronomo d'eccezione e scrittore Giovanni de Biasio, un italiano che vive in Portogallo che oggi per il Calendario del Cibo italiano e la GN del Latte alla portoghese ci presenta un tipico piatto portoghese il 
Pudim flan per La Voce degli altri dove potremmo scoprire altri particolarissimi dolci al cucchiaio

Pudim Flan
Stando alle cronache, il Pudim Flan risale all’impero romano, ma come tutte le ricette semplici, con pochi ingredienti e buone, è arrivato ai nostri giorni con poche alterazioni. In Portogallo compare nella lista dei dessert di tutti i ristoranti e trattorie e siccome l’industria alimentare ha inventato una versione istantanea in polvere, è fondamentale che a lato di Pudim Flan, ci sia scritto “caseiro”, cioè fatto in casa. Che poi anche quella in polvere la fai in casa, mica vai a farla sul marciapiede o ai giardinetti...insomma, un po’ per questo motivo, un po’ perché i Gusti cambiano, a un certo punto passa di moda. E sparisce anche dalle case private, nonostante fosse un classico di nonna, che arrivava sempre con la forma di alluminio (della bisnonna) annerita da decenni di bagno maria e col coperchio che per aprirlo ci voleva il piede di porco! Però, una volta aperta, ecco sprigionarsi un profumo di caramello che deliziava tutti quanti. 

Poi le mode girano, ritornano in auge i vintage ed ecco che il nostro pudim ha una rinascita, però si cerca di migliorarlo, di renderlo un po’ originale e nonna, che ne sa una più del diavolo, invece di usare solo latte, zucchero e uova, inizia ad aromatizzarlo con la buccia di limone grattugiata (la mia versione preferita), una stecca di cannella, vaniglia, un liquore...insomma, un ritorno trionfale! Come in tutte le preparazioni, l’importante è usare ingredienti buoni, latte fresco intero, uova freschissime, possibilmente del pollaio di nonna che da loro da mangiare le pannocchie di mais così i tuorli sono belli gialli e il pudim prende un colore ambrato...e un ultimo consiglio: provatelo 

Le dosi son sufficenti per 8 persone 

per il caramello: 
100 g di zucchero 
2 cucchiai d’acqua 

per il flan: 
7 tuorli 
3 uova intere 
180 g di zucchero 
un cucchiaino di amido di mais 
7,5 dl di latte intero 
la buccia di un limone grattugiata 

mettete sul fuoco un tegamino dal fondo spesso con i 100 g di zucchero, l’acqua e lasciate cuocere fino ad ottenere un caramello biondo. Facendo attenzione a non scottarvi, versatelo in uno stampo da budino con il buco e il coperchio, ruotandolo per coprire il fondo e i lati e lasciate raffreddare. 

Accendete il forno a 180º.

Tante delizie vi aspettano nel Calendario del Cibo italiano e ringrazio Giovanni per averci regalato questo gustoso Pudin Flan
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martedì 12 settembre 2017

Pesto di cavolo nero

Dopo la splendida giornata del pesto per il Calendario del Cibo italiano è la GN delle Altre Salse pestate 
tantissime sono gli ingredienti che possono diventare protagonisti delle salse pestate, la mia proposta è con il cavolo nero

Pesto di Cavolo nero

Alcune foglie di cavolo nero
1 spicchio d'aglio
1 manciata di nocciole e mandorle miste
1 pezzetto di grana
olio d'oliva
1 cubetto di ghiaccio

Le dosi sono indicative perchè dipende da quanto pesto viene preparato
Prendere le foglie di cavolo nero e togliere la nervatura centrale, poi tuffarle in acqua bollente per qualche minuto poi toglierle e tuffarle in acqua fredda
In un mixer mettere l'aglio, il grana e le nocciole, mandorle e un cubetto di ghiaccio infine aggiungere le foglie di cavolo sbollentate.
Far funzionare il mixer ad intermittenza per non far surriscaldare la salsa, aggiungere l'olio d'oliva e continuare a frullare fino ad ottenere la consistenza desiderata,
Io lo amo molto cremoso, ma si può lasciare più grumoso.

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sabato 9 settembre 2017

Crostata sbriciolata con crema- confettura amarene

Un dolce che ti parla di casa, pochi gli ingredienti essenziali per renderla perfetta ma devono essere lavorati da mani abili perché vengono conditi con tanto affetto
Oggi nel Calendario del cibo italiano e la GN della Crostata, il dolce che ognuno dovrebbe saper preparare.

Molte le ricette che oggi potremmo gustare, io per festeggiare la giornata ho preparato

Crostata sbriciolata con crema e confettura amarene

Dosi per tortiera 26-28

500 g farina
180 g burro freddo a cubetti
250 g zucchero semolato
2 uova intere
10 gr di lievito per dolci
Un pizzico di sale
Zeste di limone grattugiate ( un limone bello grande o due piccoli)


Crema pasticcera da forno
di Iginio Massari
500 g latte
scorza limone
vaniglia
100 g uova

33 g amido di riso
33 g maizena,
2oo g zucchero

Confettura amarene

Preparare la crema
Bollire il latte con gli aromi in un padellino.

In una ciotola mescolare uova,amido di riso, maizena e zucchero poi versare il latte bollente e mescolando con un frustino cuocere sul gas fino ad addentarsi.
Appena cotta abbassare velocemente la temperatura a 50° per evitare la forma di grumi e ottenere una crema liscia.
Preparare crostata 
Amalgamate gli ingredienti secchi in una ciotola, aggiungere il burro molto freddo a cubetti e con i polpastrelli cominciare a lavorarlo velocemente con la farina formando delle briciole grossolane, aggiungere le uova e continuare la lavorazione creando queste grosse briciole. 
Metà del l'impasto ( leggermente compattato ) va sul fondo di una tortiera imburrata e infarinata, poi si farcisce con crema preparata in precedenza e confettura di amarene. coprire poi con  l'impasto sbriciolato lasciato da parte 
Cuocere in forno a 180° per circa 40 minuti circa. 
Raffredddare completamente prima di sformarla.
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lunedì 28 agosto 2017

Steack al pepe verde di E. Spagnol

Ai mitici anni '70 e agli anni del Femminismo, dove la liberazione in cucina passava attraverso gli apriscatole il Calendario del Cibo italiano dedica la Gn alla Cucina senza cottura 


Un approfondimento lo dedichiamo a Elena Spagnol, alla sua capacità di prendere piatti internazionali, semplificarli per renderli disponibili ad ognuno di noi come testimone dei tempi in cui il tempo in cucina doveva essere ottimizzato senza perdere la qualità.
Al posto del blasonato filetto al pepe verde eccoci ad assaporare delle gustose bistecche di filetto al pepe verde

Steack al Pepe verde

Elena Spagnol, 100 piatti facili d'alta cucina, Sonzogno

4 bistecche di filetto
4 cucchiai di pepe verde
60 g burro
8 cucchiai di cognac
12 cucchiaini di panna liquida

Distribuite i grani di pepe verde si entrambe le facce delle bistecche premendo per farli penetrare bene. In una padella scaldate a fuoco vivace il burro, lasciandolo schiumare e comunci a prendere un colore ambrato.
Fate colorire le bistecche per due minuti per lato. Versare in padella il cognac, dategli qualche secondo per riscaldarsi, poi infiammatelo avvicinando cautamente un fiammifero ed aspettare che la fiamma si spenga.
Versare nella padella 2/3 della panna, mescolare bene per sciogliere i sughi e a fuoco moderatamente vivace fare addensare e aggiungete un pizzico di sale.
Quando la panna in padella è addensata unire la rimanente, scaldandola sempre a fiamma moderata e se necessario addensate, mescolando per avere una crema densa e liscia.
Disporre fette di carne sul piatto di servizio o piatto monoporzione, versate sopra la salsetta e i chicchi di pepe ben distribuiti, servire e gustare.

Questa è solo una delle ricette di Elena Spagnol preparate per la giornata senza cottura, le potrete trovare nel ricco articolo di Anna Calabrese di cui qui vi regalo una piccola panoramica

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venerdì 18 agosto 2017

Sciroppo di lamponi al vino bianco di Giovanni de Biasio

Oggi per la prima volta dopo nove anni, si il blog è nato nell'agosto del 2008, in questo mio piccolo spazio ho l'onore di ospitare un gastronomo d'eccezione e scrittore Giovanni de Biasio, un italiano che vive in Portogallo.
Per il Calendario del Cibo italiano e la Gn di Liquori e Sciroppi ci regala un delizioso sciroppo di lamponi e un piccolo suggerimento per utilizzare i lamponi al massimo.

SCIROPPO DI LAMPONI AL VINO BIANCO

500 g di lamponi
una bottiglia di vino bianco secco
1,2 kg di zucchero

Mettere i lamponi a macerare nel vino bianco per un paio di giorni. Filtrare, senza premere i frutti, aggiungere lo zucchero, mescolare e mettere sul fuoco. Appena prende bollore spegnere la fiamma, lasciare intiepidire e imbottigliare. 

È uno sciroppo piuttosto concentrato, adatto a cocktail, anzi, ho provato ad aggiungerlo al Gin Tonic con ottimi risultati! 
Va bene anche per fare la granita o come base per un sorbetto. 

Siccome non mi andava di buttare i lamponi, allora li ho passati, ho messo la polpa in un pentolino con un paio di cucchiaiate di zucchero, uno spruzzo di aceto di mele e l’ho fatto ridurre, poi ho aggiunto 4 o 5 gocce di olio essenziale di senape, ho messo in un vasetto e nei prossimi giorni la proverò con del formaggio. 

Ringrazio Giovanni per aver accettato di partecipare rendendo ricca e gustosa questa giornata come potete vedere ed assaporare da questo collage

Tantissime idee per prepararsi il liquore o lo sciroppo in casa

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mercoledì 16 agosto 2017

Mezzelune al formaggio e confettura di pere

Avere l'opportunità di scoprire nuove piccole aziende, che lavorano il prodotto artigianalmente raccogliendolo e lavorandolo in giornata per poter ottenere il massimo del gusto è una grandissima opportunità.
La piccola azienda il Capepe di Marciana sull'isola d'Elba ha omaggiato me e altre nove ragazze delle loro deliziose confetture e noi abbiamo cercato di creare un piatto che potesse esaltare la confettura e oggi per la Gn delle Confetture di Frutta del Calendario del Cibo italiano potrete scoprire in quanti modi può essere interpretata.
Ho scelto la confettura alle pere e pepe rosa per creare un piatto, assaggiando la confettura dal gusto delicato ma leggermente pungente dato da pepe ho pensato immediatamente ad un primo e " al contadin non far sapere ...." ecco quindi

Mezzelune al formaggio e confettura di pere e pepe rosa 
Dosi per 4-5 persone
250 g farina 00
150 g farina di semola rimacinata
4 uova intere
2 tuorli 
1 cucchiaio di olio evo
sale

Ripieno
1 patata media
80 g formaggio malga semi stagionato
70 g formaggio malga fresco
100 g confettura pere e pepe rosa
40 g burro
latte se serve
sale qb
pepe qb

Per condire
burro
100 g formaggio Puzzone di Moena
salvia
pepe rosa
Preparare la pasta mescolando le farine e setacciandole due volte, poi aggiungere un po' le uova, l'olio e un pizzico di sale e iniziare ad incorporare con una forchetta. Impastare con cura lasciando a parte un po' di farina che verrò aggiunta solo se necessario perchè la capacità di assorbire della farina varia molto anche con l'umidità dell'aria.
Formare con l'impasto una palla e metterla a riposare coprendola.
Preparare il ripieno
Prendere la patata sbucciarla e tagliarla a dadini molto piccoli che faremo sbollentare per alcuni minuti, poi scolare e passare in padella dove avremmo fatto sciogliere il burro e far dorare uniformemente infine mettere a raffreddare.
Per il ripieno in un mixer mettere le patate raffreddate, i formaggi e tritare tutto poi aggiungere la confettura ed amalgamare molto bene, se fosse necessario e fosse troppo densa aggiungere un goccio di latte ma senza esagerare il ripieno deve rimanere sostenuto, assaggiare e regolare di sale se serve, dipende molto alla sapidità dei formaggi. Appena il ripieno è pronto metterlo a raffreddare.

Stendere la pasta in una sfoglia sottile, poi tagliarla in strisce.
All'interno di ogni striscia ad intervalli regolari mettere un pezzetto di ripieno, poi prendere un lato della sfoglia e ripiegarlo a combaciare con l'altro lato schiacciando leggermente per far aderire la pasta e facendo uscire l'aria in eccesso. Con uno stampo rotondo tagliare la pasta ripiena in mezzelune che metteremo da parte su un piano infarinato, continuare fino ad esaurimento degli ingredienti.

Cuocere le mezzelune in abbondante acqua salata, nel frattempo tagliare a cubettini il puzzone. In una padella far dorare il burro con una foglia di salvia stando attenti a non farlo friggere.
Quando le mezzelune saranno cotte scolarle con delicatezza e metterle a mantecare nella padella con il burro fuso, aggiungere subito i cubetti di puzzone e mantecare per un minuto, aggiungere qualche bacca di pepe rosa e servire fumante.
Un piatto gustoso dove l'aromaticità della confettura viene esaltata dal contrasto armonico del condimento con il puzzone di Moena


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sabato 12 agosto 2017

Tortellini ai funghi per Francesca


Quasi agli sgoccioli arrivo a rendere omaggio alla vincitrice del gioco di Elisa - Cuocicucidici che ci permettere di conoscere meglio ognuno di noi attraverso i nostri blog con The Recipe-Tionist, possiamo prenderci il tempo di andare a cercare la ricetta che meglio rappresenta la vincitrice o che per noi è quella giusta da portare alla luce

Francesca è una ragazza splendida che ti conquista con il suo sorriso, ricordo ancora la prima volta che l'ho vista è nata una bella sintonia, lei sarebbe bravissima a raccontare l'emozione che si prova quando si incontra una persona e ci si accorge che è proprio come si immaginava. 
Ho scelto una delle sue prime ricette quando il suo blog era ancora agli inizi, una ricetta che per me la rappresenta, i tortellini che lei dedica alla suocera, ops no non chiamatela cosi ma come dice Francesca è la madre dell'occupante lato destro del letto. 
Questa ricetta è speciale perchè Francesca è così regala sorrisi, emozioni, risate e si fa amare anche da chi nell'immaginario collettivo dovrebbe essere una nemica, ma chi l'ha detto poi anch'io con mia suocera avevo un buon rapporto certo serve sempre venirsi incontro, non ostacolarsi e lasciare fuori dalla porta stupide gelosie 

Tortellini ai funghi
la ricetta è di Francesca

Per la pasta


250 g farina 00
150 g farina di semola rimacinata
4 uova intere
2 tuorli 
1 cucchiaio di olio evo
sale

Per il ripieno
100 g carne di maiale
100 g vitello
150 g mortadella
60 g di grana trentino
1 uovo
sale qb
pepe qb

Per condire
burro
finferli trifolati
Preparare la pasta mescolando le farine e setacciandole due volte, poi aggiungere un po' le uova, l'olio e un pizzico di sale e iniziare ad incorporare con una forchetta. Impastare con cura lasciando a parte un po' di farina che verrò aggiunta solo se necessario perchè la capacità di assorbire della farina varia molto anche con l'umidità dell'aria.
Formare con l'impasto una palla e metterla a riposare coprendola.

Preparare il ripieno, mentre la pasta riposa, cuocere la carne in un padellino con un pezzettino di burro, poi spegnere e far raffreddare. Poi tritarla con un mixer assieme alla mortadella ed amalgamare con grana grattugiato e uovo, regolare con sale e pepe, un pizzico di noce moscata, poi mettere a raffreddare per circa 20 minuti in frigorifero.

Stendere la pasta in una sfoglia sottile e poi tagliarla in quadrati da circa 4 cm per Francesca perch lato, poi prendere il ripieno e metterne un po' all'interno di ogni quadratino.
Formare i tortellini piegando la pasta a triangolo facendo aderire bene gli orli. Dopo aver stretto tra il pollice e l’indice di entrambe le mani gli angoli del lato più lungo, fare ruotare con la mano destra il triangolo di pasta intorno all'indice della mano sinistra, poi riunire i 2 angoli e stringerli fino a farli combaciare. 
Una volta realizzato il primo tortellino procedere così fino ad esaurimento degli ingredienti.
Devo chiedere scusa a Francesca perchè i miei tortellini non sono troppo belli e perfetti ma oltre alla mancanza di manualità con questo caldo la pasta si seccava asciugava solo a guardarla pur avendola coperta

Ho servito questi deliziosi tortellini conditi con un filo di burro e dei deliziosi finferli trifolati
Un piatto delizioso con cui desidero ringraziare una grandissima Francesca per tutta la gioia che sa trasmettere

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giovedì 10 agosto 2017

Divina di Vittorio Cerea

Oggi nella giornata di San Lorenzo dove ognuno di noi almeno una volta ha trascorso un po' di tempo a guardare le stelle cadenti il Calendario del Cibo italiano dedica la giornata a quelle stelle che sono l'orgoglio della cucina italiana ecco quindi la GN delle Stelle Michelin

Abbiamo quindi l'occasione di interpretare una ricetta stellata ed è un vero onore poterlo fare.
Io ho scelto un dessert dei fratelli Cerea del ristorante "Da Vittorio" detentore di ben tre stelle Michelin
Divina 
dal libro "I segreti dei gradi chef - Da Vittorio - I fratelli Cerea" 

Dosi per una torta 20 cm 

Per frolla croccante al cacao
110 g burro
110 g zucchero
200 g farina debole
25 g cacao amaro

Per crema al cioccolato e caffè
210 ml panna
70 g miele acacia (al posto dello zucchero invertito)
8 ml caffè solubile
70 g mascarpone
420 g cioccolato al 55%
280 ml panna montata

Per pan di spagna al cacao
50 g tuorli
60 g uova
60 g zucchero
40 g albumi
15 g miele acacia (x zucchero invertito)
32 g farina per dolci
18 g cacao

Per decorare
Cacao in polvere

Iniziare la sera prima ad impastare gli ingredienti come per una normale frolla, facendo attenzione a non lavorare troppo la farina. Stendere l'impasto a pezzettini su una teglia e lasciare seccare per una notte. Poi cuocete a 160° per 25 minuti in forno statico

Preparare la sera prima anche il pan di spagna montando bene con le fruste i tuorli, le uova e metà dello zucchero fino a quando saranno belli gonfi
Setacciate la farina con il cacao e unire delicatamente al composto di uova montate.
Montate gli albumi aggiungendo lo zucchero rimasto e il miele, aggiungere delicatamente all'impasto, quindi trasferire in una tortiera e fate cuocere a 180° per 14 minuti in forno statico, quindi far raffreddare

Il giorno dopo preparare la crema
Mescolare la panna con il miele (o lo zucchero invertito) e il caffè e portare a bollore.
Poi aggiungere il cioccolato spezzettato aspettare qualche minuto, quindi mescolare fino ad avere una crema ben amalgamata e densa, lasciare raffreddare mescolando ogni tanto quindi aggiungere il mascarpone ed infine la panna montata si otterrà così una crema morbida ma sostenuta.
Ora non resta che montare il dolce.
Adagiate sul fondo di un cerchio apribile il pan di Spagna, ricopritelo con la crema al cioccolato e caffè per uno strato alto due dita, la crema è abbondante ne avanzerà un po'.
Traferire in frigorifero a raffreddare per almeno 2 ore.
Poi coprire tutta la superficie della torta con i pezzetti di frolla croccante, spolverare di cacao e servire
Semplicemente divina

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sabato 5 agosto 2017

Cartoccio cozze, vongole, scampi, totani

La cottura al cartoccio permette di preservare le proprietà nutritive di un alimento cuocendolo in modo delicato senza l'esigenza di troppi condimenti. Una cottura che unisce la delicatezza della cottura al vapore e del forno dove gli alimenti riescono ad esaltare i propri sapori rimanendo morbidi e gustosi 
Con la Gn del Cartoccio il Calendario del cibo italiano ci permette di conoscere la ricchezza di questo metodo di cottura
Gli alimenti possono essere avvolti in fogli di carta forno, alluminio, carta fata o anche fogli di ortaggi che aggiungeranno sapore alle pietanze
Non c'è limite alla fantasia per il nostro cartoccio, il mio sarà un cartoccio di pesce in carta forno

Cartoccio vongole, cozze. scampi e totani
Dosi per 4 persone
4 totani piccoli
400 g vongole
400 g cozze
8 scampetti
pomodorini datterini
ciuffi prezzemolo
alcune foglie basilico
vino bianco
olio d'oliva 
sale e pepe
4 fogli carta forno

Stendere un pezzo di carta forno sul piano di lavoro poi iniziare a creare il cartoccio, appoggiando nel centro del foglio il totano, le vongole, le cozze, due scampetti, i pomodorini datterini tagliati a metà e poi alcune foglie di basilico e prezzemolo, aggiungere sale e pepe, quindi irrorare con un po' di vino bianco e un filo d'olio.
Chiudere il foglio di carta forno con un pezzo di spago da cucina, prestare attenzione che tutti gli angoli siano chiusi quindi proseguire con le altre porzioni.
Infornare i cartocci o su una teglia da forno o in pirofile monoporzione
Quando si lega il cartoccio dove sono presenti le cozze bisogna lasciare il cartoccio un po' più morbido per poter permettere a cozze e vongole di aprirsi.
Far cuocere per circa 15- 18 minuti, poi sfornare attendere un paio di minuti e servire con la teglia monoporzione
Come aprirete il cartoccio il profumo di mare sarà il primo che vi catturerà, dopo non resterà che gustarlo

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lunedì 31 luglio 2017

Scallion pancake per Mtc Summer Edition

Lo scallion è un pancake meraviglioso che prende nome da un tipo di cipolla asiatica e a presentarcelo e lei una donna mediterranea, dolcissima e con sangue caliente come solo una vera catalana può avere.
Lei è un vero genio anche un suo semplice disegno è arte, spesso mi capita di guardare una cosa senza sapere che è opera sua ma se ha quel quid in più, quella poesia nel tratto state pur certi che c'è lo zampino di Mai.

La Summer edition di Mtc ci invitava a proporre una ricetta tratto dal bellissimo libro "Crepe is the new black" ricchissimo di proposte e possibilità di abbinamenti da rimanere veramente indecisi
La grafica del libro poi è spettacolare non c'è ricetta o salsa dove non si ammiri prima la grafica della ricetta sono 
- dalle gocce di salsa al cioccolato che escono dalla teiera per tuffarsi sulle crepe
- dalle api che ronzano attorno ai tiganites
- e la copertina non dimentichiamoci di quella meraviglia e poi tantiisime altre che lascio scoprire a voi
Un libro dove la componente grafica è al pari delle ricette, ecco perchè non ho avuto dubbi fra le mille ricette che ho segnato da fare, solo da Mai e da una sua proposta potevo iniziare a festeggiare questo bellissimo libro 
Scallion Pancake
di Mai "il colore della curcuma"

una vera bontà e la grafica ..... la lascio scoprire a voi vi dico solo che è splendida

Dosi per 6 pezzi da 12cm
180 g farina
100-120 ml acqua
parte verde di 3 cipollotti
3 cucchiai olio di semi di sesamo o altro
1 cucchiaino di sale
olio di semi per friggere
Nota: le attrezzature non sono perfette mancava anche la bilancia causa pile scariche e sono andata ad occhio, perchè gli ho fatti a Nago, nel mio piccolo castaneto e angolo di relax, mi sono anche dimenticata a casa il cipollotto e li ho fatti con una cipolla bianca che ho tagliato sottilmente e messa a spurgare con un filo di sale. Semplicemente deliziosi e pur avendo fatto quasi dose doppia ne ho mangiati pochi.

Setacciare la farina con il sale in una larga terrina
Scaldare l'acqua fino a quasi bollore e versarla un po' alla volta sulla farina incorporando mescolando con una forchetta per non scottarsi
Trasferire l'impasto su un piano di lavoro leggermente infarinato e lavoratelo fino ad ottenere un impasto liscio e setoso
Suddivideteli in 6 pezzi dello stesso peso
Prendete un pezzo e stendetelo con il mattarello in un cerchio di 1-2 mm, poi con un pennellino spalmate tutta la superficie con l'olio di sesamo. arrotolatelo su se stesso, non troppo stretto, a sigaretta prima e poi a spirale. Schiacciatelo leggermente e con il matterello tiratelo di nuovo a cerchio. Cospargete la superficie con i cipollotti tritati, arrotolate a sigaretta questa volta più strettamente e poi a spirale. Spianate nuovamente in un cerchio da 8-10 cm di diametro
Fate lo stesso procedimento con tutti gli altri pezzi
Scaldate due cucchiai d'olio in una padella e quando è caldo ma non bollente friggete i pancake, prima da un lato e poi dall'altro, la superfice deve essere croccante e dorata
Fateli asciugare sulla carta assorbente e serviteli immediatamente 
Con questa partecipo a 

Grazie Mai, Alessandra, Paolo Picciotto e tutte noi di mtc per questo meraviglioso libro
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domenica 23 luglio 2017

Trota iridea al forno

Il pesce è  un alimento molto importante e ricco dovremmo mangiarne di più inserendolo costantemente  nella nostra alimentazione. Spesso ci blocca la poca conoscenza e per noi regioni di montagna anche la lontananza dal mare e da quei mercati di pe.sce che ti conquistano.
Dopo acciughe e tonno ogni nel Calendario del Cibo italiano é  la Gn del Pesce dimenticato, ma come esiste un pesce dimenticato?
Si certo sono quei pesci che come ci spiega splendidamente Cristina non sono considerati dai grandi mercati del Pesce, sono considerati poveri di poca importanza ma non per questo meno gustosi.
Mi meraviglia  vedere nella lista acciughe, sardine, pesce persico, lavarello, trota ....... ma come i pesci che io mangio sono per la maggior parte fra quelli dimenticati?
La trota iridea o salmonata o il lavarello sono dei pesci d'acqua dolce la ricchezza dei nostri torrenti di montagna e l'associazioni troticoltori del Trentino un anno fa come raccontavo qui ha ottenuto anche il riconoscimento Igp.
Però  anch'io mi sono dimenticata di lei, non nell'alimentazione  perché  almeno una volta in settimana è presente, ma nel blog non l'ho mai messa fresca ma solo affumicata è  quindi il caso di ricordarsi di lei.
Oggi avevamo una splendida trota iridea presa all'amo da un abile pescatore nelle acque torrentizie del fiume Avisio nei pressi di Molina di Fiemme un piccolo e grazioso paese turistico in provincia di Trento, che purtroppo non ho fografato da fresca pensando solo dopo che poteva essere la protagonista della giornata.
La trota ha una carne molto gustosa e non ha bisogno di cotture troppo ricercate che potrebbero rovinarne la delicatezza per questo la cottura al forno é  la migliore.

1 trota iridea grande ( o due più piccole)
1 limone non trattato
1 rametto rosmarino
Origano
Sale e pepe
Olio d'oliva

Pomodori o insalata per contorno
Prendere la trota ed sviscerare se non già  fatto, pulirla con un po' d'acqua fredda dai resti di sangue quindi appoggiarlo su un po' di carta da cucina tamponandola
Prendere una teglia da forno e scoprirne il fondo con delle fettine di limone sottilissime tanto da creare un letto dove verrà  adagiata la trota per la cottura.
Automatizzare la trota con un po' di sale, pepe, un po' d'origano e un filo d'olio poi adagiata sulla base di fettine di limone creata, appoggiare un rametto di rosmarino sulla pelle superiore ed infornare a 180° per circa 20-25 minuti o più fino a cottura, il tempo varia in funzione della dimensione della trota.
Se la trota è  grossa come la mia pulirla della testa e lisca, servire i filetti di trota irrorati con un filo d'olio accompagnati con una bella insalata fresca mista con pomodori e dei peperoni.
Se è  prevista una trota per commensali servire la trota intera e in un piatto a parte l'insalata mista.

Gustare e assaporare la delicatezza del piatto.
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giovedì 20 luglio 2017

Piscialandrea ..... una focaccia ligure

Il viaggio del Calendario del Cibo italiano oggi con la Gn delle Focacce Farcite ci porta a scoprire la ricchezza della nostra terra assaporando moltissime deliziose e caratteristiche focacce
Fra le tipiche focacce liguri c'è sicuramente la Piscialandrea

La Piscialandrea è una focaccia a base di cipolle e pasta d'acciughe che vede i suoi natali ad Impera e Oneglia 
Il nome sembra derivi dall'ammiraglio genovese Andrea Doria che si dice fosse golosissimo di questa pizza-focaccia di Oneglia preparata con le cipolle e una pasta d'acciughe detta "pissala" da qui deriverebbe il nome. 
La nascita di questa focaccia risale al XV sec quando ancora non si conoscevano i pomodori e la salsa fu inventata a Napoli solo nel 700. 
Nonostante adesso la pissalandrea sia fatta con il sughetto di pomodoro ed assomiglia moltissimo alla sardenaira, io ho preferita prepararla in bianco come si racconta siano le proprie origini 

Piscialandrea bianca 
Teglia diametro 30 cm 
470 g farina 0 (12,8 % proteine) 
10 g lievito 
235 ml acqua 
50 ml olio 
sale 

per condire 
2-3 cipolle bianche 
alcune foglie di basilico 
origano 
3 cucchiai d'olio 

per la "pissala" 
100 g di acciughe sotto sale, tritate e schiacciate 
filetti di acciughe 
olive nere 
In una ciotola mettere la farina, al centro mettere il lievito sciolto in un po' d'acqua, iniziare a lavorare aggiungendo gradatamente tutta l'acqua, quindi un bel pizzico di sale e l'olio. Lavorare con cura a lungo fino ad ottenere una pasta morbida e liscia. 
Coprire la ciotola con la pellicola e far lievitare per un paio d'ore o fino al raddoppio. 
Preparate il condimento, facendo imbiondire le cipolle tagliate a fettine sottili, poi spegnere e far raffreddare 
Quando l'impasto è lievitato stenderlo nella teglia leggermente unta, quindi farlo riposare ancora 10 minuti poi distribuire sulla superficie le acciughe tritate e le cipolle imbiondite e raffreddate, decorare abbondantemente con filetti d'acciuga e qualche oliva. 
Aggiungere un goccio d'olio e un po' d'origano ed infornare a 200° per circa 20 minuti.



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